Cuba, viaggio nell’anima vera dei Caraibi

03 giugno 2012


reportage - di Laura Colognesi- Nella lingua degli indigeni il nome “Cuba” indica una terra fertile. Cristoforo Colombo definì senza esitazioni l’isola più grande dei Caraibi “la terra più bella che occhi umani abbiano mai visto”. Ma la vera Cuba è un connubio perfetto di natura incontaminata, dall’altopiano della Valle Viñales di Pinar del Rio all’acqua cristallina dei cayos, paradiso degli sport acquatici. L’architettura coloniale e decadente dell’Havana Vecchia rivela una storia millenaria di guerre e contrasti, terra di conquista dalla sua fondazione nel 1515 da Diego Velaquez de Cuellar, che ne fece il porto commerciale strategico del Nuovo Mondo. Nei sette chilometri del Malecón, il lungomare cittadino che collega l’Havana Vecchia con il Centro Havana, Vedado e Miramar, tutte le sere giovani e anziani si divertono con poco e sorseggiano una birra scrutando l’orizzonte struggente. L’Havana, il cuore pulsante di Cuba
L'isola di Cuba è il paese più grande dei Caraibi, un arcipelago che comprende quasi 4.200 isole e isolette, i cayos, che la circondano. La Repubblica di Cuba occupa l’intera isola, ad eccezione della Baia di Guantanamo, nell’ovest, base navale americana dal 1903. Situata alle porte del Golfo del Messico, 106 miglia a est di Cancún, in Messico, Cuba dispone di eccellenti spiagge, paesaggi montani e foreste. L'Havana, con 2,2 milioni di abitanti, è situata all'ingresso di una magnifica baia nella parte nord-ovest dell'isola. L'Havana Vecchia (La Habana Vieja), dichiarata nel 1982 dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità, è il suo centro coloniale ed è il nucleo originale di San Cristobal dell'Avana, una delle città più antiche fondate dagli europei nell'emisfero occidentale. Edificata dagli spagnoli nel 1519, nel XVII secolo si era già trasformata in uno dei principali cantieri navali dei Caraibi. Divenuta ora una metropoli di circa 2 milioni di abitanti, il suo antico centro conserva ancora un interessante amalgama di monumenti barocchi e neoclassici ed un insieme omogeneo di casa private, a volte decadenti, con arcate, balconi, portoni di ferro battuto e cortili interni. La sua storia comprende tre periodi fondamentali che si rispecchiano nel paesaggio urbano: il periodo coloniale spagnolo (1519-1898), il periodo neo-coloniale nordamericano (1898-1959) ed il periodo rivoluzionario (dal 1960 ad oggi). Il periodo coloniale, durato quasi 400 anni, è caratterizzato dalla grande quantità di edifici che distinguono oggi l'Havana, tanto che nel 1982 l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) ha dichiarato il centro coloniale della città, l'Havana Vecchia, Patrimonio Mondiale. Il primo insediamento della città fu costruito nella costa ovest della Baia dell'Havana, fiancheggiata da quattro imponenti fortezze costruite in pietra calcarea. Due di queste fortezze sono situate all'entrata del canale: a nord si trova il Castillo del Morro, attualmente museo marittimo, e a sud il Castillo de la Punta, dove si trova il Museo delle Fortezze e degli Armamenti ed in cui tutte le sere si svolge la cerimonia notturna del Cañonazo. Il canale è costeggiato da altre due fortezze: nella parte nord l'enorme Fortezza di San Carlos de la Cabaña, ora museo di ceramica artistica, nella parte sud il Castillo de la Real Fuerza, restaurato alla fine degli anni novanta. Alle origini la città si concentrava attorno alla piazza centrale: la Plaza de Armas (la Piazza d'Armi). Questo era un aspetto tipico degli insediamenti coloniali spagnoli, dove gli edifici militari, quelli politici e quelli religiosi erano costruiti molto vicini gli uni agli altri. L'imponente fortezza coloniale del Castillo de la Real Fuerza confina a nord con la piazza e con il Palazzo dei Capitanes Generales, antica residenza dei governatori della colonia che in seguito fu sede del governo comunale e successivamente diventò il museo della città. Il Palazzo del Segundo Cabo, costruito nel 1772 come ufficio postale coloniale, si trova anch'esso in Plaza de Armas. La Piazza della Cattedrale si trova a pochi isolati dalla Plaza de Armas ed è un altro dei luoghi più importanti dell'Avana Vecchia. La Cattedrale dell'Avana, nota anche come Cattedrale dell'Immacolata Concezione, domina la piazza coi suoi peculiari campanili asimmetrici. La Plaza Vieja, fondata nel 1584, è un altro dei più famosi monumenti dell'Avana Vecchia. In questa piazza, a differenza delle altre, non sono presenti edifici religiosi o pubblici. Era però circondata dalle case e dalle dimore dell'élite coloniale della città. La Casa dei Conti di Jaruco è stata completamente restaurata ed è ora un eccellente esempio degli antichi palazzi coloniali. Come in molte città delle aree costiere, gli spagnoli costruirono attorno una muraglia per proteggerla dagli attacchi dei pirati e delle potenze straniere. Le mura dell'Havana furono costruite tra il 1674 ed il 1797 e circondavano un'area di circa 3 chilometri quadrati. Questa zona rappresentava il perimetro dell'Havana antica. La Muraglia fu abbattuta nel 1863 per permettere l'espansione della città. Il percorso delle mura originali rappresenta gli attuali confini dell'Avana Vecchia.

Da vedere a l'Habana Vieja
La visita non può non cominciare dal Malecón, il viale lungo sette chilometri che si estende lungo il parapetto costiero nella zona settentrionale dell'Havana, dall'Havana Vecchia fino al fiume Almendares. Lo sguardo spazia fino al Castillo del Morro, pittoresca fortezza che protegge l'entrata della Baia dell'Havana. La costruzione del Castillo de los Tres Reyes del Morro è dovuta all'incursione del pirata inglese Sir Francis Drake. Il Re di Spagna ordinò la sua costruzione su un'enorme pietra chiamata El Morro. Nel 1587, il monarca inviò all'Havana il suo maestro d'opere Juan de Texeda, insieme all'ingegnere militare Battista Antonelli, che si misero immediatamente al lavoro. Significativa anche la fortezza della Cabaña, situata nella parte orientale della Baia dell'Havana, la testimonianza più straordinaria della colonia spagnola. Impressionano i suoi muri della fine del XVIII secolo, costruiti insieme a quelli del Morro. Ogni sera alle 21 un drappello di soldati vestiti con uniformi dell'epoca sparano da lì un colpo di cannone, chiamato il "Cañonazo de las nueve". Ai tempi della colonia, la cannonata annunciava tutti i giorni la chiusura delle porte delle mura che circondavano la città. Sulla sponda opposta del Castello del Morro, all'inizio della curva del Malecon, s'innalza la fortezza di San Salvador de la Punta, costruita nel 1590. Nel 1629, per difendere il porto, fu deciso di collegarla di notte al Morro con una grossa catena che impediva l'entrata delle navi nemiche. Il Castillo de la Real Fuerza è un altro grande monumento sulla Plaza de Armasi. Fu la prima grande fortificazione della città, eretta nel1558 sulle rovine di un antico forte. La Corona inviò a Cuba l'ingegnere Bartolomé Sanchez che con 14 funzionari e muratori lavorò alla ricostruzione del castello che era stato incendiato e distrutto dal corsaro francese Jacques de Sores. Nel centro pedonale, la Cattedrale di San Cristobal è l'edificio più importante della omonima Piazza. La Cattedrale fu costruita nel 1748 per ordine del vescovo di Salamanca Felipe José de Res Palacios e rimane una delle chiese più belle e sobrie del barocco latinoamericano. In una delle piazze principali della città s’erge maestoso il Capitolio nazionale, costruito a somiglianza del Campidoglio degli Stati Uniti (ottima la vista panoramica della terrazza dell’Hotel Saratoga). Da visitare inoltre: Plaza de Armas, la principale piazza turistica, dalla fine del XV secolo scenario di cerimonie e manifestazioni militari; il Gran Teatro dell'Havana, sede del noto Balletto Nazionale di Cuba, fondato da Alicia Alonso; utilizzato per le sue rappresentazioni anche dall'Opera Nazionale, è conosciuto per il salone dei concerti García Lorca, il più grande di Cuba; il Museo della Rivoluzione, nell'ex Palazzo Presidenziale, di fronte all'esposizione dello  yacht Granma. Infine, la Basilica di San Francesco nell’Havana Vecchia; l'insieme formato dalla chiesa e dal convento di San Francesco d'Assisi è del 1608 e fu ricostruito nel 1737.
 
Nella Valle Viñales, alla scoperta della Cuba autentica
A 270 chilometri a ovest dell’Havana, la Valle Viñales è una depressione carsica situata nella Sierra de los Organos, nella provincia di Pinar del Rio. Inserita nei Patrimoni dell’Umanità dall’Unesco nel 1999, la valle è un susseguirsi di coltivazioni di tabacco, interrotte da picchi rocciosi che si ergono come isole dal fondo della valle, soprannominati “mogotes” dai locali. Attorno a Viñales, sonnolenta cittadina di cowboy fondata nel 1607, numerose colline nascondono al loro interno interessanti grotte (fra tutte, la Cueva del Indio e la Cueva de José Miguel). Percorrendo due chilometri a ovest di Viñales si giunge al Mogote Dos Hermanas, dove è conservato il Mural de la Prehistoria, lungo 180 metri, commissionato da Fidel Castro nel 1961 per esaltare l’uomo socialista. Ideale per gli amanti del trekking, dei percorsi in bicicletta e dell’arrampicata.

Trecento spiagge da sogno
Oltre trecento spiagge incontaminate distribuite lungo 588 dei 5.700 chilometri di costa, bagnate dall’Oceano Atlantico a nord e dal Mar dei Caraibi a Sud. Questa è la vera ricchezza di Cuba. Le spiagge di Cuba sono uniche per la varietà di colori della sabbia, che vanno dal bianco di Varadero all’oro scintillante di Guardalavaca, nella provincia di Holguin, alla caratteristica sabbia nera di Playa Duaba, vicino a Baracoa. Scogliere a strapiombo e roccia calcarea contraddistinguono le spiagge più a nord, come Playa Siboney, vicino a Santiago; mentre lungo le spiagge del sud, come Cayo Levisa a Pinar del Rio, si estendono lussureggianti boschi di mangrovie. Varadero è forse la spiaggia più conosciuta, frequentata di giorno per i suoi venti chilometri di sabbia bianca e di notte per la sfrenata movida. Ad est, Playa Pilar, adagiata sull’isolotto di Cayo Guillermo, nel magnifico arcipelago di Jardines del Rey, le cui alte dune incantarono il celebre scrittore Ernest Hemingway. Appena a sud di Trinidad, si trova Playa Ancón, la più bella di tutta la costa meridionale.

Il Periodo Especial e l’embargo
Le relazioni diplomatiche fra il governo cubano e gli Stati Uniti furono molto conflittuali sin dall'inizio. Castro nazionalizzò l’industria locale, privando così le imprese statunitensi della proprietà delle raffinerie di zucchero. Il 16 aprile 1961 il Presidente Kennedy appoggiò lo sbarco armato di 1.400 esuli cubani sulle coste della Baia dei Porci per cercare di organizzare la controrivoluzione. Dopo 72 ore di guerriglia, le forze statunitensi si ritirarono abbandonando molti esiliati, successivamente restituiti agli Usa in cambio di viveri e medicinali per 53 milioni di dollari.
Il fallimento di questo tentativo provocò però, tra l'altro, l'avvicinamento politico di Cuba all'Unione Sovietica. Il 25 aprile 1961 gli Stati Uniti decretarono l’embargo totale verso Cuba, tuttora in vigore, costringendo l'isola a dipendere economicamente dall'Unione Sovietica. L'anno successivo, in piena Guerra fredda, l'installazione di impianti missilistici sovietici sul suolo cubano causò la cosiddetta crisi di Cuba, che si concluse con un accordo pacifico tra Kennedy e Nikita Krusciov. Il Periodo Especial è il nome dato ufficialmente allo stato di emergenza attuale che si è venuto a creare a Cuba in seguito alla crisi dell'Unione Sovietica e alla scomparsa del cosiddetto campo socialista avvenuta nel 1989. Fino ad allora, oltre l'80% delle importazioni nell'isola provenivano da quei paesi; all'indomani della decisione di Gorbaciov di cessare i rapporti commerciali, Cuba subì il crollo dell'economia e, quindi, l'embargo statunitense si fece maggiormente sentire. Oggi la situazione è ancora difficile per i cubani; i più fortunati cercano lavoro nel turismo, arrotondando con le mance.

CONSIGLI DI VIAGGIO
COME ARRIVARE: voli di linea Blue Panorama Airlines da Milano Malpensa, Roma Fiumicino e Roma (a/r da 790 euro, durata 11 ore circa) www.blue-panorama.com, prenotazione voli su www.distal.aero, call center 06.98956666.
AEROPORTO INTERNAZIONALE: l'aeroporto internazionale José Martí dista 16 miglia/25 km dall’Havana. José Julián Martí Pérez (L'Avana, 28 gennaio 1853-Rio Cauto, 19 maggio 1895) è stato un politico, scrittore e rivoluzionario cubano. Fu un leader del movimento per l'indipendenza cubana; a Cuba è considerato il più grande eroe nazionale.
GUIDA LOCALE PARLANTE ITALIANO: Yedi Lopez Cotarelo, mail yedi.scorpion@gmail.com
QUANDO ANDARE: la maggior affluenza di italiani si registra nel mese di agosto. Il periodo migliore va da novembre ad aprile, nella stagione secca, meno umida e più fresca con temperature massime medie di 26-29º C e minime di 18-20º C. Le temperature medie in estate sono attorno ai 32º C con forte umidità. La temperatura media dell’acqua lungo la costa è di 25º C. La stagione degli uragani va da giugno a novembre, con la maggior parte dei temporali in settembre e ottobre. Info sul sito dell’Instituto de Meteorología cubano: www.met.inf.cu
INFORMAZIONI UTILI: Ufficio Turistico di Cuba-Mintur Italia, Via G. Fara 30, Milano, tel 02.66.98.14.63, e-mail: minturitalia@cuba-si.it, www.autenticacuba.com
DOCUMENTI: passaporto valido per almeno un mese successivo alla data di partenza da Cuba, biglietto di ritorno e la carta d’identità turistica (acquistabile presso le compagnie aeree, le agenzie di viaggio o i consolati cubani) indicante l’indirizzo del soggiorno a Cuba. La carta d’identità turistica consente di rimanere nel paese fino a 90 giorni dalla data di entrata. Può essere estesa mensilmente ed è valida per un’entrata a Cuba. Per un soggiorno superiore ai 90 giorni, è possibile richiedere un’estensione di altri tre mesi presso qualsiasi ufficio turistico a Cuba, fino a un massimo di sei mesi. I bambini, di qualsiasi età, hanno anch’essi bisogno di una carta d’identità turistica, anche se sono registrati sul passaporto dei loro genitori.
VIAGGIATORI IN USCITA: tenere $25 CUC (peso cubani convertibili) in contante per la tassa di partenza all’aeroporto. I visitatori in partenza da Cuba possono esportare 23 sigari e 1,14 litri di liquore (due bottiglie standard da 750 ml). Per esportare altri articoli, come ad esempio oggetti d’arte e antiquariato, è necessario ottenere un permesso dal National Registry of Cultural Objects. Molti venditori legittimi hanno questi permessi e possono ufficialmente timbrare la ricevuta.
COME SPOSTARSI ALL’INTERNO: gli autobus turistici ad Havana, Pinar del Río, Jardines del Rey, Trinidad, Baracoa e Varadero coprono i principali punti d’interesse. Con le compagnie di autobus Viazul (www.viazul.com) e Transgaviota (www.gaviota-grupo.com), disponibili escursioni economiche. Viabilità: 50.000 chilometri (31.000 miglia) di autostrade e altre strade asfaltate collegano i centri popolati e i villaggi turistici.
ACCESSO A INTERNET: l’uso di internet non è concesso ai cubani; il servizio, anche se lento in molti casi, è utilizzabile negli hotel internazionali.
TAXI TIPICI: oltre ai tradizionali taxi, da provare i cocotaxi, scooter a tre posti di colore giallo, (tariffa da concordare, non hanno il tassametro). Nelle città principali si trovano anche i Calezas, carretti trainati da cavalli, e i ciclotaxi–risciò. Gran Car ad Havana, noleggia macchine d’epoca in perfette condizioni (con autista).
DORMIRE NELLE CASE PARTICULAR: l’unica via per conoscere la vera Cuba, dormendo nelle “casas particulares”, a stretto contatto con i locali. Si riconoscono da un’insegna blu con la scritta “Arrendador Divisa”. Costo: 15-20 euro a notte a persona, possibile contrattare.
VALUTA LOCALE: esistono due tipi di monete attualmente in circolazione, il Peso cubano (Moneda Nacional) e il Peso convertibile (CUC, $1,08 USD), utilizzato dai turisti. Dall’8 novembre 2004 il governo cubano ha ritirato dalla circolazione il dollaro statunitense, esplicitando così la necessità di rispondere alle ulteriori sanzioni messe in atto degli Stati Uniti. Il peso cubano (Moneda Nacional) è utilizzato principalmente dai cubani che con questa valuta ricevono il salario fisso mensile dallo Stato e le pensioni. Esibendo la “libreta” nominale nel negozio assegnato, i cubani ritirano i viveri gratuiti forniti dallo Stato.
DA NON PERDERE: la visita all’Havana Vecchia (La Habana Vieja), dichiarata nel 1982 dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità. L'Havana Vecchia è uno dei comuni dell'Avana, i cui limiti territoriali s'estendono a sud ed a ovest di quelli della città antica.
DOVE DORMIRE A L’HAVANA: Hotel Saratoga, lussuoso ed elegante albergo che combina elementi di charme di inizio Novecento con una decorazione moderna creativa e raffinata. Gli interni sono stati tutti recentemente ristrutturati e la facciata in stile eclettico, quasi tutta neo-classica, è stata riportata al suo splendore originale. Situato nell’Havana Vecchia, all’angolo del Paseo del Prado e Dragones, di fronte alle famose Partagás Cigar Factory. Il Parco della Fraternità, con le sue bellissime palme, è al lato del Paseo del Prado. Prado 603, esq. a Dragones, Municipio La Habana Vieja, La Habana, tel: (537) 868 1000, www.hotel-saratoga.com, e-mail info@saratoga.co.cu; Meliá Cohiba Hotel*****, in posizione incantevole sul Malecón, di fronte al Golfo del Messico, a 6 km dall’Avana Vecchia e a 16 dall’Aeroporto Internazionale José Martì. Ottimo sia per famiglie che per viaggiatori di affari. Su richiesta, navetta gratuita per assistere ogni sera alle 21 alla cerimonia del “Cañonazo”. Doppia euro 145 a notte, Ave. Paseo entre 1ª y 3ª Vedado, La Habana, tel: (53) 78333636, e-mail melia.cohiba@solmelia.com; Hotel National de Cuba*****, monumento nazionale costruito nel 1930, con panorama eccezionale sul mare, in posizione ideale nel centro dell'Havana. Doppia a 150 euro la notte, Calle 21 y O, Vedado, Plaza, Ciudad de la Habana, tel: (537) 8380294, e-mail reserva@hotelnacionaldecuba.com
DOVE CENARE A L’HAVANA CON VISTA PANORAMICA: Ristorante Mirador Saratoga. Il Roof Garden del Saratoga Hotel è un'opzione attraente e romantica per le calde notti d'estate, con vista mozzafiato sul Campidoglio. Specialità pesce, su richiesta aragosta e frutti di mare locali. Info www.hotel-saratoga.com
DOVE DORMIRE E CENARE A L’HAVANA VECCHIA: Hotel Tejadillo***, a metà isolato dalla Cattedrale e a  pochi passi dalle principali piazze, musei e ristoranti, tra cui la famosa ed animata Bodeguita del Medio. Al suo interno, lo spazio e la comodità hanno priorità sull'autenticità e la sensazione di "Vecchio Mondo", appena suggeriti da un design inusuale e da un miscuglio di stili che sveglierà la curiosità degli ospiti più attenti. La storia ha una grande influenza in tutto ciò, dato che l'edificio è il risultato della fusione di tre dimore del XVIII, XIX e XX secolo. La maggioranza delle stanze sono disposte attorno ad un piccolo e gradevole patio, adornato da una fontana centrale e da un enorme albero tropicale. Singola da euro 49 fino al 14 luglio. Info: Tejadillo, No. 12 esquina a San Ignacio, Habana Vieja. Ciudad de La Habana, tel (537) 8637283, www.hoteltejadillocuba.com
“IL MIO MOJITO A LA BODEGUITA, IL MIO DAIQUIRI IN EL FLORIDITA” (Hemingway): nell’Havana Vecchia, vicinissima alla Cattedrale, la Bodeguita del Medio (C. Empedrado entre Cuba y San Ignacio, La Habana Vieja) è il locale dove Hemingway amava sorseggiate il mojito, cocktail di origine cubana composto da rum, zucchero di canna bianco, succo di lime, foglie di menta (hierba buena a Cuba) e acqua gasata. Zona bar in entrata molto piccola, col balcone che occupa quasi tutta lo spazio. Oggi purtroppo molto turistico, con ristorante al secondo piano. Quest’anno festeggerà i 70 anni di storia. Il Floridita (www.floridita-cuba.com, Obispo No.557 esq. a Monserrate, Habana Vieja), dal 1817 punto d’incontro all'angolo delle vie Obispo e Monserrate. Alla sinistra, seduta sul bancone una statua di Hemingway mentre sorseggia il daiquiri, cocktail di origini caraibiche a base di rum bianco, succo di lime e sciroppo di zucchero di canna. Il 6 luglio compirà 195 anni, motivo d’orgoglio cubano, sottolineato anche da Manuel Marrero Cruz, Ministro del Turismo cubano alla 32° FitCuba, Fiera internazionale del turismo svoltasi dall’8 all’11 maggio.
IL MIGLIOR CAFFE’ A L’HAVANA: “Café Escorial” di Plaza Vieja e “Gran Caffè El Louvre”, all’interno del Hotel Inglaterra (www.hotelinglaterra-cuba.com), il più antico e classico albergo di Cuba, in stile coloniale, inaugurato il 23 dicembre 1875 a pochi passi dal Capitolio. I tavoli sono decorati da artisti contemporanei.
RUM, UNA BEVANDA CHIASSOSA: il rum (ron) è la bevanda nazionale dal colore bruno-dorato, ricavata dall’estratto della canna da zucchero (guarapo), dal sapore forte e aspro. Fu introdotto nel XIX secolo dagli schiavi africani dell’impero spagnolo, che lavoravano nelle piantagioni di seta e lo bevevano in grandi quantità per alleviare la fatica. Ottimo da bere liscio, nonostante la sua alta gradazione (40° circa), il rum è la base di numerosi cocktail, come il cuba libre o il mojito.
COHIBA, IL SIGARO DI CASTRO: negli anni ‘60 è iniziata la storia dei Cohiba, famosi perchè fumati dal leader massimo Fidel Castro. Cohiba è il nome che gli indigeni Taino davano alle piante di tabacco. Che Guevara fumava invece il Montecristo n. 4.
DORMIRE NEL CAYO SANTA MARIA: Hotel Barceló Cayo Santa María Beach & Colonial Resort*****, perfettamente integrato nella rigogliosa flora e fauna di Cayo Santa María, regione situata nella Bahía de Buenavista e dichiarata Riserva della biosfera. Su una delle spiagge più spettacolari del mondo, con acque cristalline e un'estensione di 2,6 km, il resort è composto da due alberghi, con Junior Suite e Suite distribuite in 21 bungalow su 3 livelli. Presenti strutture per bambini. Info www.barcelo.com
DA VEDERE A TRINIDAD: una delle città meglio conservate dei Caraibi, predominante lo stile coloniale. La Plaza Mayor è il centro storico della città, dichiarata patrimonio mondiale dell'Unesco nel 1988. Da visitare in un giorno, merita la sosta. Il commercio dello zucchero sviluppò l’economia locale, con la costruzione di molti edifici risalenti al diciottesimo secolo. Di particolare interesse la Chiesa della Santissima Trinità (Iglesia Parroquial de la Santísima Trinidad) completata nel 1892; sulla sinistra si trova il Palazzo Brunet (Palacio Brunet), edificato nel 1812 da Mariano José Borrell y Padrón, oggi sede del Museo Romantico (aperto tutti i giorni escluso sabato, dalle 9 alle 16.50, ingresso 2 Cuc con guida), disposto su due piani con oggetti appartenuti alla famiglia Borrell. Conserva ancora il pavimento originale in marmo, diversi affreschi  e la decorazione neoclassica. A pochi passi, il Museo dell’Archeologia, il Museo dell’Architettura e la Casa della Cultura.
MANGIARE TIPICO A TRINIDAD: nel cuore della città vecchia, delimitata dalle viuzze con case color pastello che s’arrampicano verso la piazza, Plaza Mayor è il luogo di ritrovo, con musei e gallerie d’arte. Il Plaza Mayor Restaurant è piccolo, con un discreto buffet composto da carne e verdure locali. Orchestra cubana tutti i giorni. Costo a persona: 10 Cuc, bevande escluse.
TRINIDAD, SIESTA ALLA CANCHANCHARA: ritrovo locale dove sorseggiare la Canchanchara, cocktail dissetante a base di Aguardiente (estratto della canna da zucchero), miele e limone. Calle Ruben Martínez Villena esq. a Pablo Pichs Sancti Spiritus.
BIRRA LOCALE: le due principali sono la famosa Bucanero e la Crystal, molto leggere e fresche.
MARIPOSA, IL FIORE NAZIONALE: conosciuto come “caña de àmbar” (canna di ambra), il suo nome scientifico è Hedychium Coronarium Koenig, della famiglia delle Zingiberacee (alpinacee). Il suo nome viene dalla somiglianza all’insetto lepidottero. Fu dichiarato “fiore nazionale” il 13 ottobre 1936, scelto per il colore bianco, simbolo della purezza degli ideali indipendentisti, simbolo di pace e, infine, colore presente nelle fasce della bandiera nazionale.
DA LEGGERE PRIMA DI PARTIRE: “Vedi Cuba e poi muori, fine secolo all’Avana” (Danilo Manera, Edizioni Feltrinelli, pag 173, euro 12). “A fine millennio, in un quotidiano tinto d’assurdo, tra crimini e spettri, fascino e macerie, cartoline e fughe, deliri dei sensi e della ragione, le voci più animose e spietate della narrativa scritta a Cuba oggi raccontano un paese che, irriducibile nel suo sogno di felicità, continua a macinare dolore, differenza e canna da zucchero. Sono storie sfrontate e sensitive: grottesco e tenerezza, adulterio e lealtà, dannazione e purezza gomito a gomito in un viluppo di contraddizioni che attrae e soffoca, esalta e consuma”. “Il vecchio e il mare” (titolo originale “The Old Man and the Sea”, Ernest Hemingway, pag 207) pubblicato per la prima volta sulla rivista Life nel 1952, valse allo scrittore statunitense il Premio Pulitzer nel 1953 e il premio Nobel nel 1954. Il più cubano di tutti i romanzi di Hemingway si basa su pochi elementi, due soli personaggi, il vecchio e il ragazzo, in perfetta sintonia, come se fossero un’unica cosa davanti alla solitudine e alla passione per la pesca.
CUCINA CUBANA: connubio delle culture gastronomiche spagnole, caraibiche ed africane, si caratterizza per piatti a base di carne e riso (poco frequente il pesce, destinato all’esportazione). Il piatto nazionale è l'ajiaco, minestra a base di patate, banane, mais, manzo, pollo e carne secca. Da assaggiare anche il fufù, purè di banana condito con mojo, olio e aglio e le mariquitas , banane fritte che sanno di patatine fritte. Eccezionale la frutta cubana, a base di ananas, cocco, banane, avocado, papaya (frutabomba), guanaba, guayaba, mamey colorado, agrumi e il lime, in sostituzione del classico limone.
BENNY MORE’ E LA MUSICA CUBANA: la musica cubana è soprattutto una mescolanza di tradizione spagnola e africana. Chitarra spagnola, trés e percussioni africane conferiscono il loro carattere inconfondibile alla rumba, il genere musicale cubano per antonomasia. Benny Moré (1919-1963) è considerato dai cubani il più grande interprete di musica locale di tutti i tempi. La sua statua di bronzo si trova nella centralissima strada del Prado a Cienfuegos.



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