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Parigi, 2018 all’insegna dell’arte

A Parigi il 2018 sarà un anno ricco di appuntamenti per gli amanti dell’arte. A inaugurare una delle prime mostre parigine del 2018 sarà il Petit Palais con “Les Hollandais à Paris, 1789-1914 – Van Gogh – Van Dongen – Mondrian”, dal 6 febbraio al 13 maggio. Dalla tradizione della pittura floreale alle rotture estetica della modernità, la mostra metterà in evidenza i ricchi scambi artistici, estetici e amichevoli che intercorsero tra i pittori olandesi e francesi del regno di Napoleone all’alba del XX secolo.
Dall’8 febbraio all’8 luglio, il Musée Marmottan proporrà “Corot, peindre la figure humaine”, dedicata a Camille Corot – oggi universalmente famoso per i suoi paesaggi – in veste di talentuoso pittore di figure umane. Ritratti di nudi, monaci assorti nella lettura, contadini, modelli di bottega, bambini, donne alla moda e uomini in armatura, Corot ha dipinto con successo tutti i tipi di figure umane. Attraverso una sessantina di capolavori provenienti dalle più importanti collezioni pubbliche e private di Europa e Stati Uniti, la mostra intende mettere in luce un aspetto originale e brillante della produzione del primo paesaggista moderno.
A partire dal 9 marzo e fino al 23 luglio, presso il Musée Jacquemart-André sarà invece allestita “Mary Cassatt, une américaine à Paris”. Ritenuta, durante la sua vita (1844 – 1926), la più grande artista statunitense, Cassatt visse quasi sessant’anni in Francia, divenne allieva di Degas e fu l’unica pittrice americana ad aver esposto con il gruppo degli impressionisti a Parigi. Questa mostra sarà la prima grande retrospettiva dedicata al suo lavoro e riunirà una cinquantina di opere importanti tra oli, pastelli, disegni e incisioni attraverso cui sarà raccontata la storia di una donna – e artista – americana a Parigi.
In primavera altro omaggio all’impressionismo: è quello che verrà offerto dal Musée de l’Orangerie con la mostra “Nymphéas. L’abstraction américaine et le dernier Monet”, dal 13 aprile al 20 agosto. Nel 1955, Alfred Barr – primo direttore del MoMa – portò a New York le Ninfee di Monet: il pittore francese venne presentato negli Stati Uniti come “un ponte tra il naturalismo dell’inizio dell’Impressionismo e la più avanzata scuola di astrazione contemporanea” e le sue Ninfee furono messe in prospettiva con i dipinti di Pollock. L’ultimo Monet venne messo poi in connessione con l’espressionismo astratto americano e, nello stesso tempo, fu coniata la definizione “impressionismo astratto”. È proprio su questo incontro tra le grandi opere di Monet e la scuola astratta di New York che la mostra si concentrerà, attraverso una selezione di alcuni lavori tardivi di Monet e una serie di grandi dipinti di artisti americani come Jackson Pollock, Mark Rothko, Barnett Newman, Clyfford Still, Helen Frankenthaler, Morris Louis, Philip Guston, Joan Mitchell, Mark Tobey, Sam Francis, John Paul Riopelle e Ellsworth Kelly.
Inoltre, fino all’11 febbraio, gli amanti dell’arte scultorea potranno ammirare la mostra “Etre Pierre” al Musée Zadkine. L’idea è quella di proporre una riflessione sulla pietra come materiale tanto amato dagli scultori di tutti i tempi, a partire dalle opere dell’artista russo naturalizzato francese Ossip Zadkine (1890-1967). Concepito come una narrazione, l’allestimento riunisce lavori di diverse generazioni di artisti e attraverso sculture, disegni, fotografie, video e film mira a promuovere il dialogo tra archeologia, arti primitive, arte moderna e pratiche contemporanee.
Fino al 5 marzo c’è tempo per vedere “Etre moderne, le MoMA à Paris” alla Fondation Louis Vuitton: una selezione di opere che tracciano il ruolo del MoMA di New York nel suo ruolo di collezionista d’arte. Organizzata congiuntamente dalle due istituzioni, la mostra riunisce dipinti, sculture, disegni, stampe, fotografie, film, opere digitali, spettacoli, oggetti di architettura e design, riflettendo le molteplici sfaccettature delle collezioni del museo newyorkese.
Fino all’8 aprile al Petit Palais ancora qualche mese per vedere “L’art du pastel de Degas à Redon” e scoprire un lato ancora poco conosciuto della storia dei dipinti a pastello. La mostra offre l’opportunità di ammirare dipinti – tra cui molti inediti – realizzati con questa tecnica che li rende delicati e quindi incredibilmente preziosi, attraverso un panorama delle principali tendenze artistiche della seconda metà del XIX secolo, dall’impressionismo al simbolismo.
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