Paestum

Paestum, una perla della Campania

Di Azzurra Pizzi – Nella regione in cui signoreggia il fiume Sele, tra le rive lambite dalle mitiche acque del mar Tirreno, a nord del Parco Nazionale del Cilento, sorge Paestum, culla del mito della Magna Grecia, testimonianza dell’insediamento lucano ed esempio di colonia romana. Solcando i percorsi tracciati all’interno del Parco Archeologico, si possono ammirare il tempio di Athena (fine VI secolo) e l’Heroon con la sua singolarità (è costituito da una camera sotterranea con tetto a doppio spiovente) e la sua collocazione nell’area in cui fu installata l’agorà, tramutata in epoca romana in agglomerato di edifici pubblici e abitazioni. Procedendo verso il cuore del sito, ci si imbatte nella cosiddetta Basilica, la struttura più antica e presumibilmente struttura più antica e presumibilmente dedicata ad Hera, dea della fertilità, e si fa esperienza della grandiosità monumentale del tempio dorico di Poseidone, dio del mare. Firma inequivocabile della conquista romana è l’installazione del comitium, della basilica, del macellum e dell’anfiteatro, uno dei più grandi conservati in Italia. Nel Foro inoltre doveva spiccare la statua bronzea raffigurante Marsia, simbolo della libertas politica ed economica del ceto medio-basso, custodita nel Museo Archeologico Nazionale dirimpetto, che accoglie oggetti fittili e figurine bronzee provenienti dai santuari e conserva prodotti eccellenti della ceramografia a figure nere e rosse ed esemplari di statuaria romana in marmo.
Meritevoli di attenzione sono le lastre dipinte pertinenti alle tombe lucane della necropoli di Andriuolo: nell’ambito maschile si susseguono scene di combattimento, corse di bighe e cortei con sfilata di carro e cavalli; nella sfera combattimento, corse di bighe e cortei con sfilata di carro e cavalli; nella sfera femminile sono ricorrenti scene di toeletta, di lamento funebre e trapasso nell’aldilà. La punta di diamante è indiscutibilmente la tomba del Tuffatore (480-470 a.C.) in cui campeggia l’allusione alla morte e viene descritto dettagliatamente il convivio del simposio. L’arcaica sacralità e l’immortale bellezza trionfano e riempiono i sensi sinesteticamente. In questo luogo ameno si può godere dei sapori genuini della terra feconda. Prodotti culinari di altissima ed inarrivabile qualità possono essere gustati ancora secondo la tradizione di un tempo grazie all’amore e alla dedizione della popolazione legata radicalmente al suo territorio. La riscoperta di queste meraviglie e di questi piaceri nutre l’anima e sublima il palato. Lasciamoci quindi condurre dal Fascino di Paestum ricordandoci che si può Lasciamoci quindi condurre dal Fascino di Paestum ricordandoci che si può comprendere la grandezza del patrimonio ereditato “solo dopo averlo veduto con i propri occhi” (Goethe, 1787).

Dopo una scorpacciata culturale…facciamo impazzire però anche le papille gustative! Imperdibile è godersi il gelato goloso nella gelateria Museo: perdetevi nel peccaminoso cioccolato e fichi! Gustosa la pizza del ristorante Museo, specialmente se arricchita da birra artigianale, e splendido assaggio di sapori di mare. Atmosfera incantata nel ristorante Nettuno con i suoi ambienti intrisi di storia e tradizione. Un vero e proprio viaggio nel tempo contemplando le antiche testimonianze archeologiche. Affascinante e confortevole l’agriturismo Porta Sirena (una bellissima masseria ristrutturata) munito di piscina all’aperto e di un ristorante assolutamente da provare!
Ottime specialità di bufala (sia mozzarella che carni) ed irrinunciabile il piatto del contadino: semplicemente una sorpresa! Consiglio di provare i prodotti della casa, in particolar modo la marmellata realizzata con le pesche del giardino!

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