INDIA

Il fascino dell’India

Considerate le sue enormi dimensioni (grande 10 volte l’Italia e settima al mondo), l’estrema  varietà geografica, climatica ed ambientale, la profonda differenziazione etnica, culturale e religiosa della sua popolazione l’India non può essere visitata in un unico viaggio. Al massimo se ne visiteranno singole porzioni, che rappresentano qualcuno dei mille volti del poliedro indiano.  Un compromesso minimo, in attesa di viaggi successivi, può essere il tour dell’“India classica del Nord”, che in una decina di giorni consente di visitare la capitale Delhi, il folcloristico stato del Rajasthan, terra di grandi colori e contrasti, Agra con il candido TajMahal, il monumento più famoso della nazione e forse del mondo, elogio in marmo all’amore coniugale, Khajuraho con i suoi templi capolavori architettonici indiscussi dell’arte indù e della visione tantrica dell’erotismo, per concludere nella città santa di Sarnath, dove Buddha rivelò i principi chiave della sua dottrina, e nell’altrettanto metropoli di Varanasi, santa per gli hindu, l’antica Benares dei colonialisti, per assistere agli incredibili riti propiziatori che si svolgono dall’alba al tramonto sulle rive del Gange.
Delhi, la capitale federale, si presenta come un’enorme metropoli. C’è il fascino millenario e decadente della vecchia Old Delhi, con i resti dei monumenti del passato regale moghul, ma anche la povera vita frenetica di tutti i giorni, dalla preghiera nella maggior moschea indiana al vociare del più grande bazar. New Delhi, appena a sud, rappresenta tutto un altro mondo, un ennesimo aspetto di questa nazione. Costruita dagli inglesi con grandi viali, imponenti palazzi, estesi giardini, è la capitale politica, economica e amministrativa, dove risiede la classe dirigenziale. Il Rajasthan, a sud-ovest verso il Pakistan, ospita l’unico deserto indiano, il Thar, il più vivace e affollato al mondo di persone ed animali, in quanto per secoli da qui sono transitate le carovane tra Cina, India, Asia centrale e Occidente. I suoi colori sono gli stessi che si riscontrano nei turbanti degli uomini e nei sari delle donne, così come le sue città sembrano emergere da un sogno. Si tratta dell’antica Rajputana, la patria dei rajput, valorosi e fanatici guerrieri medievali che per quasi un millennio hanno seguito un rigoroso codice d’onore, per il quale era preferibile morire piuttosto che arrendersi, nonché dei mitici maharaja, ricchi signori feudali che fino a mezzo secolo fa hanno esercitato un potere assoluto dalle loro sfarzose regge. Khajuraho, nel poco battuto MadhyaPradesh, contiene uno dei più importanti monumenti indiani: si tratta dei 22 templi capolavori dell’arte hindu, eretti attorno al 1000; più dei templi, ad attirare l’attenzione sono migliaia di pannelli decorativi scolpiti in altorilievi tridimensionali che dovrebbero ritrarre scene mistiche e mitiche, mentre in realtà per il loro esplicito erotismo costituiscono un vero Kamasutra illustrato, un manuale pratico di sesso tantrico.
L’operatore Apatam Viaggi propone un itinerario di 10 giorni dedicato alle principali località dell’India classica del Nord.  Partenze di gruppo con voli di linea Lufthansa da varie città italiane  il 26 dicembre 2017, nonché 22 febbraio 2018, voli interni, guide locali di lingua italiana e accompagnatore dall’Italia, pernottamenti in hotel a 4 stelle con mezza pensione, quota da 2.590 euro in doppia tutto compreso.
Il percorso parte dai principali monumenti della Vecchia Delhi, dal luogo dove fu cremato nel 1948 il Mahatma Gandhi, e prosegue per Samode, con la sua atmosfera medievale, e per Jaipur, capitale del Rajasthan, La città rossa offre stupendi edifici, dall’imponente Amber Fort, antica residenza del maharaja locale considerato un capolavoro dell’architettura rajput, al famoso palazzo dei venti dalla spettacolare facciata rossa, fino all’osservatorio astronomico. Si prosegue per FathepurSikri, la città morta fondata nel 1571 dall’imperatore Akbar e abbandonata intatta 15 anni dopo per il clima insalubre, quindi per Agra, il luogo più romantico del paese, per ammirare il cinquecentesco massiccio forte in arenaria rosa, e il TajMahal, il famosissimo complesso monumentale in marmo bianco cesellato, capolavoro dell’arte islamica e considerato una delle sette meraviglie del mondo moderno, fatto costruire nel XVII sec. da un re mughal in memoria dell’amata sposa. E’ quindi la volta di Orchha nel MadhyaPradesh, capitale per oltre due secoli dal XVI di un potente regno rajput, città murata piena di templi, palazzi, padiglioni, giardini e monumenti funerari tutti guglie e cupole, decorati da preziose pitture murali, splendido esempio dell’architettura araba medievale, e poi dei templi tantrici di Khajuraho, rimasti per secoli nascosti e sconosciuti dalla giungla fino al 1838.  Varanasi, la città santa hindu, costituisce un pezzo forte ed imprescindibile dell’India mistica; va visitata solcando le acque del Gange, la madre di tutte le acque, per osservare le abluzioni compiute dai fedeli, per assistere ai funerali, alle cremazioni sulle pire dei cadavere e ad altre funzioni religiose.  Molti i templi da visitare, da quello delle scimmie a quello d’oro.  Ultima tappa alla vicina Sarnath, luogo sacro del buddhismo in quanto qui l’Illuminato rivelò i principi chiave della sua dottrina e  fondò la prima comunità monastica.

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