Praga Cafe Slavia

I caffè letterari di Praga

A Praga come a Parigi nelle caffetterie si è fatta la storia, sono nati i principali manifesti artistici, si sono incontrate e scontrate menti fervide, si è fatta opposizione, si è coltivata la cultura. C’era chi semplicemente si sedeva per leggere il giornale sorbendo un buon caffè, ma per letterati e politici i tavoli del bar erano vere e proprie scrivanie, dove invitavano amici e colleghi e intavolavano importanti discussioni sulla politica, l’economia, la storia, l’arte e la cultura.
È nei caffè di Praga che è iniziato persino il crollo del sistema comunista. È qui infatti che negli Anni ‘60 cominciarono a riunirsi i dissidenti capitanati da presidente Vaclav Havel. E le vetrine delle principali caffetterie di Praga hanno assistito allo sfilare della marcia studentesca del 1989, poi brutalmente fermata da forze d’emergenza proprio nel tratto tra il Café Louvre e il Café Slavia. All’epoca, i caffè di Praga divennero il cuore della Rivoluzione di Velluto. Qualcuno è ancora lì, testimone di un passato tormentato, fulcro culturale e monumento da visitare.

Il Café Louvre
Già nel nome, lo storico locale di Narodni trida (viale delle Nazioni) ricorda le atmosfere dei caffè letterari parigini. L’aroma di caffè qui si espande ininterrottamente dal lontano 1902. A quei tempi il locale era un circolo filosofico, frequentato da studenti di legge come Max Brod e Franz Kafka. Tra gli habitué illustri, anche Albert Einstein, che non mancava un martedì sera, e lo scrittore e drammaturgo Franz Werfel, che aveva un tavolo riservato a suo nome. Nel periodo immediatamente successivo alla costituzione della Repubblica, il Café Louvre divenne insegna-simbolo per artisti, intellettuali, politici e rappresentati di quale che fosse avanguardia. Nel 1925 divenne anche la sede del PEN Club cecoslovacco, diretto dallo scrittore Karel Capek, e tra gli ospiti della prima Penclub dinner al Cafè Louvre si annovera il presidente della Repubblica T. G. Masaryk.

Il Café Slavia
Fin dal finire del XIX secolo, se ne sta sulle sponde della Moldava, proprio di fronte al Teatro Nazionale, al pianterreno del Lazansky Palace. Nei secoli, sotto l’effigie del caffè si sono avvicendati personaggi come Bedrich Smetana (compositore, noto per “La Moldava”), Antonin Dvorak (poliedrico compositore), Karel Capek (giornalista, scrittore e drammaturgo), Vaclav Spala (pittore e illustratore), Jan Zrzavy (anche lui pittore e illustratore) e Jaroslav Seifert (poeta e giornalista). Durante la Prima Repubblica, gli interni del locale furono ristrutturati in stile Art Deco e il caffè divenne sede dell’avanguardia artistica tra le due guerre. Chissà se I protagonist sedevano proprio sotto il quadro del Bevitore di Assenzio, dipinto da Viktor Oliva che qui era di casa e oggi simbolo del Café Slavia.

Gli altri Café
Con i suoi strabilianti interni in stile Art Deco, il Cafè Imperial era famoso per i tavoli da biliardo, ma anche come sede di un prestigioso club letterario. Oggi conserva le splendide decorazioni in ceramica, davvero uniche. Il Savoy, celebre per gli arredi particolari e per il soffitto decorato neorinascimentale, è una bolla sospesa nel tempo: qui tutto, dal menu al servizio, riecheggia ancora alla Prima Repubblica. Il Municipal House Café, ospitato al pianterreno di un edificio che è un capolavoro dell’Art Nouveau praghese, conserva ancora gli arredi originali, compresi i preziosi candelabri di Frantisek  Krizik, magnificamente restaurati. Una vera chicca, il Grand Café Orient è “nascosto” nell’edificio cubista Casa della Madonna Nera, opera di Josef Gocar. E’ davvero unico al mondo: il cubismo è una corrente artistica e architettonica che appartiene esclusivamente alla Repubblica Ceca.

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