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A Siena apre la grande mostra di Salvador Dalì, da Galileo al Surrealismo

Dopo i successi di Matera, Capri e Vicenza, The Dalì Universe porta a Siena le opere di Salvador Dalì.

Il 18 settembre sarà inaugurata infatti a Palazzo delle Papesse nel centro storico senese, la mostra “Dalì a Siena: da Galileo al Surrealismo che resterà aperta al pubblico fino al 30 settembre del prossimo anno.

L’evento si avvale del patrocinio del Comune di Siena, della Banca d’Italia e dell’Osservatorio Astronomico di Siena. L’inaugurazione coincide con la riapertura dello storico Palazzo Piccolomini, sede per 100 anni della filiale di Siena della Banca d’Italia che recentemente ne ha restaurato il prospetto principale su via di Città e il prospetto su via di Castoro, riportando il Palazzo al suo antico splendore.

La mostra vedrà in esposizione oltre 100 fra le più importanti opere del Maestro catalano, opere che raccontano il suo grande interesse per la letteratura, la matematica, la fisica e la psicoanalisi, materie da lui studiate a fondo in una costante ricerca e guidato dalla sua inesauribile curiosità.

“Si tratta di un’altra importantissima tappa del percorso espositivo che The Dalì Universe da anni porta avanti in tutto il mondo per diffondere la conoscenza di un Salvador Dalì meno noto al grande pubblico, il Dalì scultore e raffinato esteta, sempre alla ricerca di nuove vie di espressione per la propria creatività – spiega Roberto Pantè, Creative Director – The Dali Universe Group – Il Palazzo delle Papesse nel Seicento ha ospitato gli studi fisici e le osservazioni astronomiche di Galileo Galilei, e in omaggio al grande scienziato pisano, fondamento indispensabile della fisica classica, la mostra senese approfondisce anche il rapporto stretto e denso di spunti creativi che Salvador Dalì ebbe con le scienze, soprattutto con la Fisica del Novecento, le cui incredibili scoperte teoriche modificarono strutturalmente la comune percezione dello spazio, del tempo e della vita stessa, e colpirono profondamente anche l’immaginario onirico del maestro catalano, che ne mutuò nuovi temi da esplorare alla luce della sua inesauribile curiosità artistica”.

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