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Viaggio nella Napoli “sotterrata”

di Massimo Fedele: Napoli, nella zona delimitata dai due Decumani nasconde il cuore degli antichi insediamenti greci e romani da cui ebbe origine l’attuale insediamento urbano. La storia della Napoli greca ha inizio verso la metà del VII secolo a.C. con la fondazione di Partenope, sull’isoletta di Megaride (oggi Castel dell’Ovo) e sul promontorio di Pizzofalcone, ad opera dei Calcidiesi di Kyme (Cuma).Verso il 470 a.C., sempre ad opera dei Cumani, è fondata, ad oriente del primitivo insediamento, la “città nuova”, Neapolis. I resti di questi antichi insediamenti si trovano sepolti sotto l’ombelico della città ricca di storia che si racconta attraverso i suoi palazzi, le torri, le chiese, le piazze e le sue aree archeologiche. Numerose sono le zone urbane di origine greca e romana riportate alla luce e visitabili dall’uomo. Oltre al complesso della Pietrasanta, di cui abbiamo parlato in un altro articolo, è presente tra i due decumani un grande tracciato urbano archeologico che in parte riflette l’andamento dei palazzi anche in superficie. Sotto la chiesa monumentale di San Lorenzo Maggiore in piazza San Gaetano e subito a ridosso di San Gregorio Armeno, la famosa strada dei presepi, giace la Napoli Sotterrata. Quest’area archeologica rappresenta l’antico foro della città. Nel V secolo a.C. era stata disegnata al centro dell’abitato greco-romano una piazza che, sfruttando il pendio della collina, si era distribuita su due livelli, a monte ed a valle della plateia, poi decumanusmaximus (strada principale), corrispondente all’attuale via Tribunali, con la necessaria edificazione di strutture murarie di contenimento e di una gradinata che collegava la zona inferiore, destinata alle attività commerciali, con la parte superiore, riservata a funzioni politiche.
All’interno del chiostro settecentesco di San Lorenzo Maggiore è visibile parte del macellum, il mercato romano, databile alla seconda metà del I secolo d.C.: esso era costituito da uno spazio porticato rettangolare, su cui si aprivano botteghe, e da un cortile interno scoperto e pavimentato a mosaico, al centro del quale era collocata una tholos, un edificio circolare destinato alla vendita degli alimenti. L’antica via correva lungo il lato orientale di un articolato edificio romano che, distribuendosi su tre ali, fungeva anche da sostegno artificiale della terrazza sovrastante, sulla quale era posizionato poi il mercato, contribuendo nello stesso tempo a definire la porzione inferiore del Foro.La costruzione si componeva di una serie di nove botteghe (tabernae), composte ciascuna di due stanze voltate a botte e aperte sulla strada, in cui si svolgevano attività commerciali e artigianali: vi si sono individuati un forno e vasche per la tintura dei tessuti. Alla fine del cardine, sulla destra, si giunge al criptoportico (mercato coperto), suddiviso in piccoli ambienti dotati di banconi in muratura per l’esposizione delle merci. Facevano eccezione solo tre di essi, che probabilmente costituivano l’erarium, dove era custodito il tesoro cittadino.
Oggi l’intero complesso archeologico è visitabile solo accompagnati da una guida in visite programmate. Per conoscere orari e costi della visita e per prenotare online il ticket d’ingresso è possibile consultare il sito www.laneapolissotterrata.it .
Quest’area della città racchiude il DNA di una Napoli che non smette mai di affascinare e sorprendere i suoi visitatori che si immergono tra le viuzze del centro storico per vivere un’esperienza unica che solo qui sa coinvolgere tutti i sensi.

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